Nel mondo aziendale, due concetti spesso intrecciati ma fondamentalmente diversi, sono quelli dell’ autorevolezza e dell’autorità.
Mentre l’autorità si basa sulla posizione gerarchica e formale di un individuo all’interno di un’organizzazione, l’autorevolezza è guadagnata attraverso competenza, rispetto e influenza personale.
Questi due elementi possono avere un impatto significativo sulle dinamiche aziendali e sul successo complessivo di un’organizzazione, soprattutto nel tempo.
Esploreremo quindi in dettaglio la distinzione tra autorevolezza e autorità, le sfide che i manager meno esperti possono trovarsi ad affrontare, le strategie per sviluppare e mantenere entrambe all’interno dei sistemi complessi.
Partiamo immediatamente con il dire e il recepire che esiste una distinzione cruciale tra autorevolezza e autorità.
Questa distinzione è fondamentale per comprendere le dinamiche e gli effetti all’interno dei sistemi.
L’autorità è spesso associata alla posizione gerarchica e al potere formale conferito da ruoli e titoli.
L’autorevolezza è una forma più sottile, è influente e molto spesso deriva da un mix generato da competenza, rispetto e fiducia guadagnati in campo..
L’autorità é una necessità organizzativa, anzitutto di ordine e di chiarezza.
E’ qualcosa di formale, di imposto dall’alto, attraverso la struttura gerarchica e le procedure in atto.
È il potere conferito a un individuo che occupa una specifica posizione di prendere decisioni, impartire ordini, valutare e premiare il lavoro degli altri.
Per quanto imposta, tuttavia, l’autorità può essere indebolita o risultare inefficace se chi la esprime non la nutre con caratteristiche personali e umane di qualche rilievo.
Di contro, l’autorevolezza, in quanto espressione personale e umana della competenza, dell’esperienza, dei valori propri e della capacità sociale di interazione, risulta essere proprio per questo di gran lunga più convincente e persuasiva.
Esprime il rispetto e l’influenza che una persona ha sulle altre, grazie alla reputazione e alla credibilità di cui è portatore.
L’autorevolezza è spesso più potente dell’autorità formale, poiché si basa sulla fiducia e sul riconoscimento reciproco piuttosto che sulle regole e sulle prescrizioni che, come sappiamo invitano alla trasgressione.
L’autorevolezza esprime un movimento che porta a sé, aggrega attraverso la libera scelta, anziché la coercizione e il privilegio.
Capire la differente natura tra queste due forze, è essenziale perché i leader e i manager scelgano quale impatto desiderano ottenere attraverso la loro azione.
Ad esempio scelgono come voler incidere sul contesto professionale e sulle performance dell’organizzazione.
I risultati che l’una o l’altra forza producono sono differenti, soprattutto nel medio termine: i rischi, le risorse e le barriere possono mutare di segno, rivelando tratti consistenti di ostilità e minaccia, anziché di benessere e prosperità.
Avere una visione di ciò che si desidera realizzare, condividere la finalità organizzativa e scegliere cosa e come guidare le persone, i processi e le strutture di relazione, sono ancora una volta gli ingredienti necessari per realizzare il futuro desiderato.
Oltre qualsiasi alibi.
E tu, cosa rifletti di tutto ciò?
Ti aspetto nei commenti…