Confrontandoci spesso con la dimensione del potere, incontriamo l’invidia.
L’invidia è anzitutto un modo di guardare l’altro.
E’ un meccanismo inconsapevole, che mettiamo in atto quando ci sentiamo sminuiti nel confronto con l’altro, desideriamo possederne qualità, affetti e cose che noi non abbiamo e che invece desideriamo o, addirittura, le pretendiamo disponibili anche per noi.
E’ un tentativo primordiale di recuperare lo sbilanciamento nella fiducia, nella stima in noi stessi, svalutando l’altro.
Alla base del sentimento di invidia c’è un processo: ha inizio con il confronto dal quale emerge una differenza che ci provoca un sentimento intenso di inferiorità e di impotenza oppure di mancanza o privazione, che prima di tutto percepiamo come ingiusta.
E’ da queste sensazioni che scatta la reazione primordiale aggressiva: voglio ciò che tu hai e io non ho. Siccome tu non me lo dai volontariamente, io ti distruggo, così anche tu non lo hai più e la mia sofferenza sparisce, Perchè sei tu che me la provochi…
Come ho appena evidenziato, è un meccanismo primitivo di difesa di noi stessi, della nostra vulnerabilità, della fragilità che viviamo di fronte agli eventi della nostra vita. Pertanto, per proteggere il nostro valore, svalutiamo l’oggetto (o la persona, o il gruppo) che ci provoca questo senso di inferiorità, di inadeguatezza e la sofferenza che ce ne viene.
L’invidia è quindi una risposta, spesso inconsapevole, di reprimere il dolore che attiva la nostra disistima, attraverso la svalutazione distruttiva del modello a cui vorremmo assomigliare.
Infatti l’invidioso, paradossalmente, è sempre alla ricerca di un termine di confronto che lui giudica superiore per poterlo poi svalutare. Guarda sempre l’altro con occhio ostile, perché più bravo, più bello, più ricco, più fortunato, etc, etc…
L’unico modo che hai per proteggerti dall’invidia altrui è affermarti, lavorare sul tuo valore ed esserne sempre più consapevole, certo.
Essere solidi, saldi, anche nella propria vulnerabilità, conoscere i propri sentimenti, anche quelli che giudichiamo sgradevoli.
In questo modo, qualsiasi critica distruttiva, sarà solo una critica, un’opinione e scivolerà via!
I problemi insorgono sempre e solo quando perdiamo di vista il nostro valore; nel preciso momento in cui ci dimentichiamo della nostra unicità, ossia di chi siamo e cosa sappiamo fare, e vogliamo a tutti i costi che siano gli altri a riconoscerlo oppure a ricordarcelo.
Diventa indispensabile allora ricevere l’endorsement, la medaglia o il premio.
In realtà, il nome che desideriamo scioccamente “inciso sopra una targa” è un contributo, un booster alla notorietà e non certo al nostro valore!
Quando ci dimentichiamo di questa sottile differenza, offriamo una crepa all’invidia, nostra o altrui, e apriamo le porte al disagio e al malessere.
Subentra la sofferenza del paragone con gli altri, entrando così in un vortice di emozioni negative, poiché ci fanno sentire svuotati e incerti.
Per proteggerci dall’invidia serve solo concentrarsi su se stessi, lavorare e portare alla luce la persona meravigliosa che si sta trascurando di essere.
Tutti noi abbiamo delle risorse nascoste. Far emergere le proprie risorse significa proteggerci, nutrire la nostra fragilità e fiorire… Il migliore scudo contro questo sentimento così radicato e pervasivo.
Purtroppo, l’invidia in quanto comportamento umano, non è eliminabile.
L’unica strada possibile è non attivarla e soprattutto non alimentarla.
Il pettegolezzo ne è spesso l’espressione visibile, sdoganato a gossip, in realtà è una pratica insidiosa, quanto diffusa, nei contesti umani. A volte basta un’insinuazione come “certo che Tizio se la passa davvero bene, lui si che sa come fare per entrare nelle grazie di Caio…” e il meccanismo scatta. I comportamenti nei confronti di Tizio cambiano, impercettibilmente e spesso irreversibilmente.
Dunque prestiamo la necessaria e dovuta attenzione a questa “pratica” poiché è uno dei terreni fertili per seminare invidia e vederla prosperare.
Ogni volta in cui il sottotitolo é “hai un valore che io non riesco ad avere! E lo voglio per me e lo porto via a te con qualunque mezzo” ebbene siamo in quel territorio.
Alleniamo dunque le nostre orecchie!
All’interno del percorso Relationshift (Empower your Leadership) do spazio e voce anche a questa tematica, all’importanza di saper gestire il proprio valore (e quindi il proprio potere!), per fronteggiare le situazioni invidiose.
Per arginarle e invertire la rotta.