Le convinzioni potenzianti e quelle depotenzianti

Le convinzioni sono in gran parte inconsce, condizionano la nostra vita e orientano le nostre scelte nel mondo.

Spesso si costruiscono in modo inconsapevole nell’arco della nostra esistenza e non sono facilmente modificabili.

Alcune convinzioni determinano più di ogni altra cosa i nostri pensieri, le nostre scelte e danno significato a ogni esperienza che facciamo.

Sono forme di pensiero che condizionano il raggiungimento dei nostri obiettivi,ci fanno vivere sconfitte e vittorie.

Esse possono essere oggi autolimitanti, le definiamo depotenzianti, poiché mortificano la nostra possibilità di essere e di agire, di raggiungere gli obiettivi, di realizzarci.

Alcuni esempi di convinzioni che oggi viviamo come limitanti:

Non sono mai stato bravo con i numeri; il potere è una cosa sporca; se un capo ti dice una cosa la fai; sono una che porta a termine le cose e non fa chiacchiere: il successo si ottiene solo col sacrificio…

Analogamente, possono oggi essere potenzianti, sostenerci verso gli obiettivi e nelle relazioni, favorire la nostra piena realizzazione.

Altri esempi di convinzioni oggi potenzianti:

Mi è sempre piaciuto studiare; sono bravo con i numeri; le sfide mi stimolano; sono una che non si arrende, una guerriera; sono una persona socievole, vado d’accordo con tutti; tutte le posizioni possono essere conquistate in azienda; quando potró sedermi ai tavoli decisionali…

Le convinzioni prima di tutto sono delle “custodi”.

Le convinzioni hanno infatti custodito, fino magari a questo momento, la nostra vita e hanno preservato la nostra identità, soprattutto emotiva.

Hanno lavorato per noi perché non fossimo sopraffatti, o pietrificati o terrorizzati e spinti a reazioni sconsiderate, dagli effetti dannosi.

Lo fanno fino al momento in cui arrivano a mostrare anche il loro limite, impedendo nostra espansione!

Nel nostro presente – operando come divieti o veritá – non ci fanno andare oltre, anche quando irrinunciabile per la nostra evoluzione: in questo senso parliamo di convinzioni depotenzianti o limitanti e specifichiamo oggi.

Le nostre convinzioni, in quanto custodi, contribuiscono negli anni a costruire quel territorio interno che chiamiamo comfort zone, zona di sicurezza.

Grazie a questa zona di comfort, abbiamo realizzato fino a qui molto nelle nostre vite.

Oggi ne sentiamo il peso: la comfort zone molto spesso diventa anche la
nostra “prigione”.

Ce ne accorgiamo specificamente nelle difficoltà: la comfort zone ci spinge il più delle volte al suo interno, ad abbracciare vecchi schemi di pensiero e a rintracciare in essi le ragioni per cui rimanere fermi nella nostra comfort zone: parte un allarme.

E’ la risposta immediata, reattiva, dalla quale occorre affermarci.

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