Il termine appartiene al vocabolario inglese dove il verbo to lead significa guidare, condurre, dirigere. Significa anche aprire la strada, essere pioniere, di esempio. Si riferisce dunque alla capacità di saper guidare un gruppo di persone, esprimere una visione, essere in qualche modo un modello.
Nel mondo del lavoro, il leader di un gruppo, di un’organizzazione è in grado di condurre e per farlo occorre anzitutto che abbia una visione, una direzione che derivi dalla capacità di allineare obiettivi personali ed obiettivi aziendali. Prima di questo, occorre che sappia sintonizzare gli altri per realizzare gli obiettivi di eccellenza richiesti e per farlo, serve, ancora prima, che li sappia definire ma soprattutto comunicare in modo che possano essere compresi – con la testa e con il cuore – motivando in questo modo tutta la popolazione alla cooperazione, ponendosi quindi un esempio e un modello.
Il leader non è un uomo solo al comando; questo è un comandante, anche quando magari molto carismatico. E’ un uomo “al servizio”. Un riferimento.
La Leadership è quel processo che pone in relazione leader e follower, attraverso una dinamica di influenza, dove il messaggio arriva senza possibilità di equivoco: per influenzare l’altro occorre vedere il mondo con i suoi occhi, parlarne il suo linguaggio, comprendere i suoi meccanismi di funzionamento. È così che si può crea fiducia, diventando credibili.
Il leader è dunque quell’individuo capace di stare in relazione costante con l’altro: il collaboratore, il capo, il cliente, il cittadino, l’amico, senza alcuna presunzione di verità, forte della capacità di stare in connessione, per creare sintonia e realizzare uno scopo comune, di valore e utilità per tutti.
La Leadership non è una dote innata, come non lo è il carisma. Entrambi sono il risultato di un allenamento di sé continuo, costante, che nutre e affina capacità e competenze. Si può nascere con una predisposizione, un’attitudine, un’inclinazione, ma senza un fine tuning costante non si può esprimere ed incarnare realmente.
Il carisma è una ‘risorsa interiore’ che dipende innanzitutto dalla capacità di essere connessi con sé stessi e con il proprio scopo. Ha a che fare con la visione. Serve un profondo allineamento fra i principi professati e i comportamenti agiti. La percezione del nostro carisma influisce sugli altri senza necessariamente ricorrere alle parole, poiché il carisma passa soprattutto attraverso il linguaggio non verbale, la parte meno razionale e controllabile di noi stessi, ma assolutamente visibile e percettibile.
Una buona Leadership è quindi sempre da costruire. Tuttavia, in questo percorso di allenamento, bisogna prestare moltissima attenzione al rischio di incarnare il suo opposto, ossia il lato oscuro intrinseco nel ruolo di guida, rappresentato dall’esclusione, dal dominio, dalla manipolazione, dal narcisismo, dall’egocentrismo, dalla prepotenza e dalla prevaricazione. Il segreto sta nel modulare e governare il proprio desiderio personale di ambizione, per non cadere nell’auto-compiacimento e nell’auto-gratificazione. La realizzazione del Leader deriva indirettamente dall’esterno. Se ciò che governa funziona significa che il Leader può ritenersi soddisfatto e gratificato.
Per essere un vero Leader bisogna saper gestire il sottile confine tra Luce e Ombra, espressione e sottrazione, mente e corpo, visione e concretezza…
Avere consapevolezza di tutto questo è lo scopo del cammino, in costante evoluzione, che ogni manager dovrebbe mettere in conto di fare.
Il mio nuovo percorso “Relationship-Empower your Leadership” permette di apprendere gli strumenti e le tecniche fondamentali per costruire e incarnare una buona Leadership, partendo dalla conoscenza di sé stessi per arrivare ad incarnare il proprio ruolo al meglio, realizzando i propri scopi, ottenendo i risultati desiderati, in una modalità efficace ed efficiente, volta alla creazione di ambienti sani e generativi.